Le storie siamo noi – Paola Bozzolo

Diario

di Paola Bozzolo

 

 

Il silenzio di Milano

Questo è il titolo che voglio dare alla pagina di oggi del mio virus-diario, spero caro diario che mi farai compagnia in questi prossimi giorni (speriamo pochi!)
Questo silenzio di Milano è davvero la cosa più strana tra tutte le stranezze che stanno capitando in questi giorni. Milano non è magari il posto più bello del mondo però di solito è pieno di vita, di gente, di cose da fare, “di corsa di corsa!,” “sono in ritardo!” sono tutte espressioni che piacciono (piacevano?) un sacco a noi milanesi, milanesi di Milano e milanesi di Siracusa, milanesi napoletani e milanesi pugliesi, perché a noi piace così.

 

Giorno X,

perché infatti, quando è cominciato tutto questo?! Non lo so esattamente, è cominciato poco a poco e nel giro di pochi giorni tutto è cambiato. Adesso siamo qui, tutti in casa e il tempo sembra ancora che non basti mai, siamo abituati a fare un sacco di cose e adesso possiamo correre solo da una stanza all’altra.
Geniale uno dei tanti video che circola sulle chat impazzite: una ragazza si guarda allo specchio, indossa un giaccone, è tutta bella truccata e si mette un’ultima spruzzatina di profumo. Un’amica le domanda stupita, “ma Ale dove vai?!” – e lei tutta tranquilla: “a fare un giro in cucina”. Geniale no?! Tipico spirito italico, siamo forti ragazzi!
In questi giorni strani a noi milanesi, a cui piace arrivare primi in tutto (e infatti siamo stati anche i primi in Italia e in Europa a beccarci il coronoavirus), sono venute un sacco d’idee: il video chat aperitivo, l’aperivirus e la cena via skype, tutti nelle proprie casette ma collegati video e voce da questa cosa bellissima che può essere internet! Chissà come ci divertiremo tra un po’ ripensandoci… ma sarà molto, molto più bello, quando lo potremo fare su un prato, in riva a un fiume, a un lago o in riva al mare (difficile per noi milanesi ma l’Idroscalo ce lo siamo inventati per questo!). Se una cosa non c’è la si fa.

I miei compagni di questi giorni sono due ragazzi, in realtà sono i miei figli, ma sono anche dei ragazzi, due, maschi, adolescenti e già dovreste aver capito… Prima erano fuori casa tutto il giorno, adesso sono sempre qui… E io sbuffo e brontolo, perché anche le mamme impazziscono a stare in casa, dove c’è una densità abitativa che immaginavo potesse esserci solo a Hong Kong.
Insieme a me ci sono un gatto, anzi due e un marito. Non mi sono sbagliata, l’ordine giusto d’importanza è proprio questo!
Luca, mio marito, sta tutto il giorno barricato “nella stanzetta” un minuscolo spazio che ora è diventato uno spazio “multitasking”. A dirlo così sembra figo ma mica tanto… vuol dire che lui sta lì tutto il giorno, abbarbicato su una sedia, con computer e telefono e da lì “lavora”. In realtà parla, parla, parla… e sempre con un tono di voce altissimo, così alto che non sfigurerebbe neanche a un concerto. Nella stessa stanzetta stendiamo il bucato, riponiamo le cose da stirare e, ah!, naturalmente lo usiamo come ripostiglio, armadio e guardaroba. Ancora non ci abbiamo mai mangiato… ma qualcosa mi dice che arriverà anche quel momento…

Perché la cosa più importante, in questi giorni, in casa, è sapere “slalomare”, cioè muoversi tra gli ostacoli, che sono “gli altri” alla ricerca di uno spazio libero. Come i campioni di sci tra i paletti, solo che noi sia molto più bravi. Ci muoviamo in quattro, cercando di evitarci e soprattutto di accaparrarci un angolo provvisto di scrivania dove poter appoggiare un libro, un foglio, un computer. Alla fine di tutto questo saremo diventati tutti coltissimi e intelligentissimi! Allora: “Tu vai in cucina”, “No qui ci sto io che adesso c’ho la video lezione!”, “Via che devo fare una telefonata!”.
Secondo me quelli messi peggio sono i gatti, che sono sempre al posto sbagliato e vengono, cacciati da tutti (e insomma qualcuno con cui prendersela ci deve pur essere o no?! E comunque loro, i gatti, se ne fregano e trovano sempre il posto più comodo e tranquillo dove mettersi, generalmente conquistandosi anche quell’unico raggio di sole che filtra tra le case di Milano. Oppure si nascondono tra i maglioni nell’armadio, mica male, solo che lì dentro io non ci sto!

Caro virus-diario per oggi è tutto, ti ho già raccontato un sacco di cose, ci scriviamo domani, tanto siamo sempre qui!