Attività

I LABORATORI

Il CFS offre alle scuole di Milano e provincia l’organizzazione di laboratori con gli studenti per contribuire ad arricchire il loro patrimonio di alcuni nuovi superpoteri legati alla creatività, alla scrittura e all’espressione.

COME SI SVOLGONO

I laboratori, completamente gratuiti, si svolgono in classe e sono condotti da figure professionali quali editor, redattori, scrittori, esperti di media: i Formatori di Supereroi.

I laboratori si sviluppano in due incontri di due ore ciascuno, distanziati di almeno una settimana.

L’argomento e le modalità del laboratorio vengono concordati di volta in volta sulla base delle esigenze specifiche del Formatore di Supereroi e dell’insegnante.

I LIBRI

Da ogni laboratorio nasce un libro vero e proprio.​

Grazie ai laboratori del Centro Formazione Supereroi i ragazzi diventano dei veri autori. Il nostro team si occuperà di raccogliere e di impaginare i testi prodotti nei workshop e di tutti gli altri step della produzione.E alla fine, ogni ragazzo avrà in mano un libro: il suo libro! Del quale potrà e dovrà vantarsi con parenti e amici.

I nostri libri

Finora abbiamo realizzato 52 (bellissimi) libri, realizzati grazie ai laboratori con 52 classi e oltre 1000 studenti! Di seguito qualche esempio

Di quando mi chiamarono Cervo Timido

1M dell’IC Ilaria Alpi di Milano

Nel 1850 o giù di lì i nativi nordamericani erano ancora nelle loro terre, erano liberi e i nomi raccontavano la loro identità. Con la classe 1 M dell’IC Ilaria Alpi, di via San Colombano a Milano, ci siamo addentrati in quei territori lontani e fra bisonti e tepee i ragazzi hanno scoperto il loro nome Totem.
Così, abbiamo attraversato insieme le grandi pianure americane, abbiamo cercato l’oro e assaltato diligenze. E conosciuto Alce Nero, Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Geronimo e Nuvola Rossa.
Che storia! sapere che in quel periodo si diventava grandi
quando i giovani guerrieri andavano di notte a rubare nel campo avversario dimostrando coraggio e venivano considerati eroi perché non temevano la morte.
Il tempo ci è volato scoprendo, anche, che nessun pellerossa (altro nome fasullo del nostro immaginario sbilenco sui nativi) avrebbe mai voluto far passare il grande treno e i lunghi binari sulla Terra non perché non amassero viaggiare – eh sì che erano nomadi – ma perché le rotaie fumanti tagliavano in due le montagne e facevano male alla Madre Terra.
I ragazzi supereroi di prima media hanno capito che dire
rispetto dei nativi per i luoghi che abitavano arrivava
gli chiedeva di poter comprare le terre dove vivevano: «Vendere? Noi non siamo padroni della Natura e di ciò che ci circonda. Come non lo siete voi. Sulla Terra siamo ospiti» rispondevano Alce Nero e Nuvola Rossa «siete pazzi se credete di poter comprare ciò che ha creato il Grande Spirito».

Grande enciclopedia della scuola italiana

Vol. 1 – LA FAUNA. Gli studenti e il loro habitat
2A della Scuola Media Colombo di Milano

“La città è una giungla”. Quante volte abbiamo sentito questa tiritera? E se non fosse così? Cioè se non fosse solo un modo di dire?! Quante volte ci è capitato d’incontrare un capo che sembrava un capobranco, un vicino che assomigliava più a un maschio dominante o un energumeno con fare da gorilla? Con i ragazzi della 2 A della Scuola Media Colombo di Milano abbiamo provato a esplorare la “giungla metropolitana” partendo da un habitat che loro conoscono benissimo: la scuola e i suoi abitanti.
Insieme abbiamo scoperto che da un punto di vista scientifico (o forse più propriamente etologico) all’interno del gruppo “studenti” esistono differenze sostanziali tra i diversi esemplari della specie, ma che queste differenze sono omogeneamente distribuite all’interno dei vari sottogruppi: quello degli studenti cinesi, egiziani, italiani
le caratteristiche e la varietà della specie “studente” sono rintracciabili in egual modo (e misura) nelle classi di tutto il mondo, queste caratteristiche sono assolutamente
sono tutti uguali, ovunque si vada!

A tavola con… I Marziani

IA del Liceo Scientifico Piero Bottoni di Milano

Anno Domini 2819, l’uomo è su Marte, la Terra solo un lontano ricordo. Tra i diversi monumenti celebrativi del nostro passato, sul Pianeta Rosso c’è un meraviglioso Museo Nazionale di Storia della Terra. Una parte del museo è – figurarsi un po’ – dedicata al cibo terrestre, a come le sostanze nutritive venivano assorbite da parte del corpo umano. Venivano (abbiamo usato il verbo al passato non a caso) perché prima della grande migrazione verso Marte gli esseri umani affidavano la loro sopravvivenza ad alimenti o bevande. Insomma, se non si mangiava si moriva. Oggi, su Marte, non è più così. Siamo esseri che si rigenerano costantemente e otteniamo le sostanze nutritive semplicemente respirando. Risultato: non dobbiamo più preoccuparci del cibo. A ricordo di quei tempi sono rimasti solo
dei “reperti” (singoli gamberetti, qualche broccolo, un piatto di lasagna ecc.) che si sono conservati soprattutto per ibernazione. Ma come si mangiava sulla Terra? I ragazzi della 1A ci hanno dato una mano a ricostruire la storia di questi cibi, spesso inventandosela completamente, magari scegliendo una chiave ironica oppure pescando qualche aneddoto dalla propria vita. Quello che avete tra le mani è quindi un libro prezioso, pieno di idee stimolanti, piccole follie. Una storia, a tratti insensata, delle abitudini culinarie dell’umanità.

Dieci modi per evitare la guerra dei mondi

PSSA del CIA Alessandro Manzoni di Milano

Una gigantesca astronave aliena è atterrata nei pressi di Piazzale Loreto a Milano. Potevano scegliere
Roma. Potevano scegliere New York, o Madrid, o Casalpusterlengo. Hanno scelto Milano.
Non sappiamo che intenzioni abbiano, ma ci hanno comunicato via radio di voler parlare con uno di noi, per farsi un’idea sulla razza umana.
Abbiamo reclutato il nostro ambasciatore tra gli alunni del CIA Alessandro Manzoni di Milano.
A seguito di una lunga riunione, è stata concordata una strategia. Il prescelto si servirà di tre “armi” per conquistare il favore dei forestieri, in modo che questi comprendano che non è il caso di sterminarci tutti: gli racconterà un breve aneddoto realmente accaduto, per fargli capire che siamo capaci di gesti di grande fratellanza; gli parlerà di un’invenzione pazzesca e del suo funzionamento, per dimostrare che siamo anche parecchio intelligenti; gli descriverà una creazione artistica di cui siamo stati capaci, per convincerli
che siamo davvero speciali. La salvezza dell’umanità dipende da questo memorabile discorso.